Friday, March 02, 2012

Jiriti - monografia

Scheda: 1/1


Livello bibliografico Monografia
Tipo documento Testo a stampa
Autore principale Jiriti, Francesco
Titolo Francesco Jiriti: geometrie del ricordo nel territorio del sentimento / a cura di Bruno Chiarlone
Pubblicazione [S.l.] : [a cura dell'A.], 2011
Descrizione fisica 41 p. : ill. ; 22 cm
Nomi
Lingua di pubblicazione ITALIANO
Paese di pubblicazione ITALIA
Codice identificativo IT\ICCU\TO0\1837059
Localizzazioni
Codice ABICodice SBNBiblioteca e Informazioni
TO0257TO065

Thursday, December 22, 2011


Sunday, October 02, 2011

DIPINTI SUI MURI











Sunday, December 23, 2007

Murale di Sandro Marchetti del 1990










Nel mio archivio si trova il bozzetto che ha disegnato Sandro Marchetti nell'estate 1990, come progetto grafico-tecnico di massima da utilizzare per la stesura del suo dipinto murale.
Cliccando sull'immagine, si può ben notare che l'intero dipinto, sulla casa di Rocchetta, misura 7 metri e 70 centimetri di altezza e 6 metri di larghezza; bozzetto, su carta comune, dimensioni: cm. 20,8 x 29,7 cm.
Qui sopra si vede un particolare del bozzetto da cui si vede una fetta d'anguria sulla colonna e uno spicchio di luna appesa al filo con una molletta. Si notano anche le macchie di colore blu, usato nella pittura di stampo surreale che Marchetti ha realizzato su di un muro a Rocchetta Cairo. Però nella stesura definitiva del murale la luna appesa non è stata dipinta.

Saturday, January 21, 2006

ALERAMO E ADELASIA A CAVALLO, SOTTO LA PERGOLA...




(... il pittore Gianni Pascoli ha rinfrescato di colore il suo murale "Aleramo e Adelasia nei boschi di Rocchetta" e allora il cavallo ha preso il trotto...)



Ogni tanto faccio un giro tra le vecchie case del centro storico di Rocchetta e qualche volta porto la macchina fotografica per cominciare quella ricognizione ideale che mi riprometto da tempo. Rocchetta l’ho girata in lungo e in largo durante gli anni dell’infanzia e, pur ricordandola sempre uguale, guardandola mi accorgo che ci sono stati vari cambiamenti.
Fissarla con la fotografia periodicamente mi può aiutare a cogliere meglio questi cambiamenti e a scoprire i messaggi della cultura che ci ha preceduto. Segni appena decifrabili, qualche frammento di scritta, tracce poco leggibili, come una scrittura del tessuto urbano che invita ad una ricerca più attenta, a più letture diverse ma tutte ben mirate.
In alcune vecchie foto scattate a Rocchetta e pubblicate sulla nostra Rivista, vedo con stupore degli scorci di paese che trovo tuttora immutati, veri reperti che sopravvivono in mezzo a noi, inconsapevoli e che ci danno un messaggio del passato.
Quello che sempre comincio nel paese è come un viaggio-scrittura nell’archeologia del paesaggio, un tentativo di scendere nei vari strati della realtà “per leggere anche i segni nascosti sotto altri segni, per raccogliere quante più esistenze e storie possibili e salvarle dal fiume del tempo, dall’onda cancellatrice dell’oblio”. Sono righe lette in un libro di Claudio Magris (L’infinito viaggiare) che trovo calzanti per il mio viaggio ideale a Rocchetta perché “un luogo è tempo rappreso, tempo plurimo. Non è solo il suo presente, ma pure quel labirinto di tempi ed epoche diverse che si intrecciano in un paesaggio e lo costituiscono.”
Tento allora di fare un’esperienza affidata al senso delle possibilità piuttosto che al principio di realtà, come mi capita di trovare quasi per caso, sotto un accenno di pergola, quell’affresco del 1990, già sbiadito sul nascere, di Aleramo e Adelasia in fuga sul cavallo che ha dipinto Gianni Pascoli. Ricorda una leggenda che ancora raccontavano i nostri nonni e Rocchetta ce l’ha tatuata sulla sua pelle come le altre pitture murali dipinte in quegli anni.
Mentre si parla di restaurare questi “murales” che hanno dato a Rocchetta momenti di notorietà, io attraverso il paese con il mio ritmo di andatura e guardo le case per vedere se hanno sempre qualcosa da dirmi.

Bruno Chiarlone - 2 febbraio 2006

vedi anche altro genere:


http://chiarlone.blogspot.com/